Ecosistema Salute: insieme si può!

Si è tenuto mercoledì 26 febbraio l’evento “Ecosistema Salute: insieme si può!” organizzato da Consorzio Dafne – la community B2B no-profit di riferimento per tutti gli attori della filiera Healthcare – e rivolto a tutte le aziende Consorziate, chiamate nello stesso giorno a partecipare all’Assemblea annuale. Un’occasione colta da tanti manager della TheHealthcareCommunity per ritrovarsi e potersi confrontare, nonché per raccogliere nuovi stimoli e spunti dagli illustri relatori che si sono avvicendati sul palco (i momenti salienti sono raccolti nella pagina dedicata sul sito del Consorzio) seguendo il ritmo energico e incalzante assicurato dall’appassionata moderazione di Daniele Marazzi, Consigliere Delegato del Consorzio Dafne.
L’edizione di quest’anno ha voluto porre l’accento sulle attività portate avanti nell’ambito dei tre diversi Gruppi di Lavoro che hanno impegnato la Community nel corso del 2024. Complessivamente, coinvolgendo oltre 300 manager in 16 appuntamenti di discussione aperta e confronto costruttivo. Per farlo, abbiamo invitato alcuni dei colleghi del Politecnico di Milano che ci hanno accompagnato in questi percorsi.
Ad aprire le danze Elisa Medina, Post Doctoral Researcher del Politecnico di Milano, che ha illustrato ai presenti l’importanza di lavorare assumendo l’ottica della Sostenibilità anche nella gestione dei fornitori nel nostro comparto.
«La sostenibilità – ha esordito Elisa Medina – è da tempo al centro dell’attenzione delle singole aziende, ma assume oggi un ruolo ancora più critico a fronte delle sfide globali, come il cambiamento climatico, e delle crescenti aspettative degli stakeholder. Il Gruppo di Lavoro Healthcare Procurement ha ampliato questa prospettiva, estendendola all’intera filiera, e adottando il framework ESG (Environmental, Social, Governance) come punto di riferimento». Soprattutto in un settore come il Pharma, dove pure l’impronta di carbonio è elevata, la sostenibilità non si limita all’aspetto ambientale, ma include una forte componente sociale, con un impatto diretto sui pazienti. E negli ultimi anni, è diventato sempre più importante gestire in modo sostenibile i propri fornitori. «L’imminente pubblicazione del pacchetto Omnibus – ha sottolineato sempre Elisa Medina – volto anche ad allineare la CSDDD (Corporate Sustainability Due Diligence Directive) e la CSRD (Corporate Sustainability Reporting Directive), potrebbe introdurre un allentamento di alcune clausole, in termini di aziende coinvolte e azioni richieste». In questo contesto, per la sostenibilità della filiera la funzione acquisti gioca un ruolo chiave: «insieme a tutti i manager del GdL abbiamo avviato un progetto per definire i passi futuri, a partire dall’identificazione e dalla prioritizzazione dei fornitori critici, per poi definire le azioni da intraprendere» ha concluso la ricercatrice.
A seguire, è salito sul palco Damiano Frosi, Direttore Osservatorio Contract Logistics «Gino Marchet» del Politecnico di Milano, che ha riportato l’attenzione verso valle, ossia al contesto della Logistica Distributiva Healthcare.
«Nonostante l’attuale clima di incertezza – ha evidenziato Damiano Frosi – il mercato richiede un continuo miglioramento dei servizi logistici. Questa contraddizione può essere risolta solo attraverso la logistica collaborativa: l’esperienza del Gruppo di Lavoro Trasporto Healthcare del Consorzio è una dimostrazione concreta che non si tratta di uno slogan sterile e fine a se stesso». Ricollegandosi, poi, al percorso di ricerca sviluppato proprio su questo fronte dall’Osservatorio in collaborazione con il Consorzio Dafne, Damiano Frosi ricorda che «abbiamo anche un tavolo di lavoro dedicato alla filiera healthcare in seno all’Osservatorio, nell’ambito del quale ci siamo confrontati sulle evidenze emerse dall’analisi di oltre 3.000 bilanci, a valutare lo stato di salute del settore, e dalla fotografia realizzata a partire dai dati raccolti in relazione a quai 8 milioni di spedizioni evase nel 2024». Non si può ignorare il fatto che l’attuale contesto di incertezza è aggravato anche dalle specificità del nostro sistema Paese: diversi fattori hanno contribuito a questa situazione, tra cui la carenza di capacità della filiera logistica, problematiche geopolitiche e la trasformazione degli assetti globali.
La filiera healthcare, in particolare, è sottoposta a forti pressioni sui costi. L’aumento del costo del lavoro, derivante dal nuovo contratto collettivo nazionale per la logistica, inciderà sui budget logistici. Inoltre, si è registrato un ulteriore aumento dei costi di manodopera, dei canoni di locazione e del denaro: l’attuale clima di incertezza rende difficile fare previsioni e pianificare secondo logiche orientate alla massima efficienza.
«La contraddizione tra incertezza e richieste del mercato – ha ribadito più volte Damiano Frosi – può essere risolta solo attraverso la logistica collaborativa: la condivisione di dati e progetti è fondamentale per affrontare queste sfide. E per trovare spunti e stimoli anche sulle possibili dimensioni di collaborazione è fondamentale trovare il coraggio e l’umiltà di guardare anche ad altri settori».
Terzo e ultimo, forte del suo primato in termini di partecipazione richiamata – oltre 230 manager si sono ritrovati nei 5 incontri dello scorso anno – il percorso del Gruppo di Lavoro Serializzazione è stata affrontato a due voci da Maria Pavesi, Responsabile del Tavolo di Lavoro Logistics Healthcare del Politecnico di Milano, e dal nostro Christian Mondini, Head of Innovation & Operations del Consorzio Dafne.
Proprio sul filo di lana è arrivato in Gazzetta Ufficiale il tanto atteso “Decreto Anticontraffazione”, che adegua la normativa italiana in tema di serializzazione dei medicinali a uso umano soggetti a prescrizione alle previsioni della Falsified Medicines Directive (FMD) del 2011 e al conseguente Regolamento 2016/161/EU. Aggiunti, quindi, 24 mesi di “periodo di stabilizzazione” ai sei anni di proroga dati all’Italia per recepire quanto nel resto d’Europa vige ormai dal 2019 (con l’altra eccezione – la Grecia – anch’essa partita nei termini fissati, ossia il 9 febbraio 2025).
«A livello europeo, la normativa è chiara – ha puntualizzato Christian Mondini – mentre in Italia permangono incertezze: mancano diversi elementi attuativi da definire, necessari per l’adeguamento delle aziende a vari livelli lungo la filiera». E qui entra in gioco, appunto, il periodo di stabilizzazione di ventiquattro mesi: un orizzonte che – se si avrà il tanto auspicato cambio di passo – darà tempo e modo al Legislatore di emanare i provvedimenti attuativi che permetteranno di risolvere le conflittualità del Regolamento europeo rispetto al quadro normativo nazionale, nonché per fornire alle aziende della filiera le istruzioni operative necessarie a recepire compiutamente le previsioni del regolamento.
Il primo anno di incontri del Gruppo di Lavoro ha visto un focus sull’analisi della normativa e dei documenti tecnici, fornendo chiarimenti alla community sui diversi aspetti e mettendo ordine tra le risposte già ben definite e i punti ancora aperti, sviluppando e discutendo insieme i diversi casi d’uso. La sinergia tra Consorzio e Osservatorio ha permesso di valutare anche le ripercussioni sui flussi logistici: «l’impatto maggiore – ha commentato Maria Pavesi – si riscontra nei grandi volumi destinati ad altri operatori». Le strutture ospedaliere, infine, richiedono particolare attenzione e supporto, soprattutto alla luce del mancato coinvolgimento, almeno fino a questo momento, sui tavoli istituzionali.
La serializzazione, tuttavia, potrebbe offrire anche delle opportunità, «come una più semplice gestione informatizzata di lotti e scadenze, che potrebbe abilitare a modelli gestionali più efficaci ed efficienti, ma anche aprire a nuove forme di collaborazione tra i diversi attori della filiera».
A concludere la giornata, spazio ai giovani con la consegna del Premio di Laurea Dafne ai vincitori della IV Edizione: Elisabetta Porta e Andrea Maniscalchi (autori anche dei due contributi pubblicati sul nostro sito).
A consegnare i premi Valeria Belvedere, Presidente della Commisione Giudicatrice e Professore Associato all’Università Cattolica del Sacro Cuore Milano. «L’attenzione degli studenti universitari alla filiera healthcare – ha sottolineato Valeria – ha dato vita a un’iniziativa ormai pluriennale, che ha dimostrato il vivo interesse verso questo ambito. Gli studenti hanno evidenziato la capacità di identificare sfide cruciali e proporre soluzioni innovative». I premi conferiti quest’anno, in particolare, presentano una caratteristica rilevante, ossia abbracciano due prospettive distinte dell’ecosistema Salute: «il lavoro di Andrea Maniscalchi riguarda la fase a monte, ovvero la produzione, mentre quello di Elisabetta Porta si concentra sull’erogazione dei servizi di cura – ha chiosato Valeria Belvedere, Professore Associato all’Università Cattolica del Sacro Cuore Milano – entrambi, quindi, insistono su segmenti cruciali di questa filiera».
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